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Non siamo condannati al declino

Il Presidente Mattarella ha riportato l’attenzione sulla crisi demografica. Ha indicato dati chiari sul calo della popolazione nei territori periferici. Ha descritto il ritardo con cui i giovani accedono a lavoro e casa.
Il suo richiamo rafforza la necessità di una strategia nazionale credibile: servono con urgenza condizioni reali perché i giovani possano scegliere il loro futuro.

 

Garantire il futuro

Inaugurando la V edizione degli Stati generali della natalità, il 27 novembre scorso il Presidente Mattarella ha fotografato l’avvenire del nostro Paese che oggi è nelle nostre mani. Il calo delle nascite è un tema strutturale, che riguarda la coesione sociale, i servizi e le opportunità per i giovani.
Due riferimenti, quello al lavoro della Commissione d’inchiesta sulla transizione demografica, che presiedo, e al dovere indicato dall’articolo 31 della Costituzione - creare condizioni che rendano davvero libera la scelta di avere figli - chiamano in causa tutte le nostre capacità di dare una risposta politica all’altezza del Paese.

Guarda l’intervento del Presidente

Leggi il discorso integrale

 

Giovani: per chi sono una priorità?

L’Ufficio Parlamentare di Bilancio conferma che la proposta del governo su Irpef in manovra non porta benefici ai giovani.
Per questo Azione sostiene invece di azzerare le tasse fino a 20mila euro di reddito per gli under 35. È una misura semplice e utile a chi oggi vive precarietà e ritardi nell’autonomia.
La discussione mette a nudo le priorità: le risorse ci sono, ma vanno usate bene.
Con la stessa cifra si possono anticipare di due mesi la pensione di pochi privilegiati, 250mila persone, oppure finanziare tre anni di libri scolastici gratuiti per tutti gli studenti del Paese.
Noi non abbiamo dubbi: scegliamo i ragazzi e le famiglie, il futuro del Paese.

Cosa dice l’Ufficio Parlamentare di bilancio

Leggi il documento integrale

In questo video spiego perché sulle pensioni il governo sbaglia

 

L’educazione affettiva che ci serve

L’educazione sessuo-affettiva a scuola serve a prevenire violenza, discriminazioni e malattie sessualmente trasmissibili.
Indebolirla significa lasciare soli proprio i ragazzi che hanno meno strumenti familiari e sociali. La nuova norma sul consenso informato va in questa direzione e riduce l’accesso alla prevenzione.

Guarda il mio intervento in aula

 

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